Al signor Angelo Vianelli
ODE
Mentre muovi le lagrime
D’un bel dolor, che piace
Sopra scena domestica,
Steso il tuo amico giace
Su duro letto, e non ritrova pace.
Mentre tu spiri l’alito
D’aura serena e pura,
Io fiato a stento l’aere
Grave tra chiuse mura
Di questa stanza taciturna oscura.
Un rigido Escluapio
Mi vieta i libri miei,
Persin la penna vietami;
Tutto tutto perdei:
Ma Te non già, che dentro al cor mi sei.
O caro, ah tu in quest’anima
Ogni dolor sospendi:
Tu ‘l puoi, tu ‘l puoi: s’estatico
Di nuovo mi sorprendi
La sospirata sanità mi rendi.